giovedì 10 novembre 2011

CONSIGLIO REGIONALE BEFFA

Gallarate, 29 giugno 2010

Era ovvio che la convocazione di un Consiglio regionale a Malpensa fosse una operazione propagandistica, ma che poi, durante lo svolgimento della sessione, si parlasse comunque di cose purtroppo gravi, ci aveva indotti a prenderci la giornata libera per assistere.

Tutte le Associazioni ed i Comitati ambientalisti erano rappresentati, davanti all’ingresso di Volandia alla ex Caproni, con gli striscioni, i cartelli ed i volantini da distribuire ai Consiglieri regionali, agli Assessori, al Presidente Formigoni ed ai Media.

Gli slogan: “TERZA PISTA: NO, GRAZIE” erano ben evidenti, le interviste ed il volantinaggio si sono svolti civilmente (come nostro costume) anche se qualche eletto ha svicolato per evitare di trovarsi in mano carte non gradite (eppure sapere è potere), ma poi è arrivata la sorpresa, anzi la beffa: NON SI PUO’ ENTRARE!

EPPURE:

Ø Le sedute dei Consigli sono per definizione pubbliche,

Ø Un Consiglio regionale straordinariamente convocato sul Territorio per una seduta avente come oggetto “quel Territorio” deve avere mandatoriamente porte aperte al Territorio,

Ø Di più, l’oggetto erano i problemi del territorio anzi “IL PROBLEMA”, cioè Malpensa.

Ci diranno: “Erano invitati i vostri Sindaci”.

Chiediamo noi: Quali sindaci? Quanti Sindaci?

Il giornale “Ticinia”, firmato da 87 Sindaci delle province di Varese, Novara e Milano, aveva ampiamente dimostrato qual’è l’area interessata dall’aeroporto di Malpensa: c’erano dunque, o erano stati invitati, 87 Sindaci?

In conclusione questa arrogante classe politica poteva comodamente risparmiarsi la costosa ed inutile trasferta pagata, oltretutto, anche da noi che abbiamo subito questa beffa: non poter assistere, ascoltare e guardare in faccia chi tranquillamente discetta e diventa arbitro della nostra salute e dei nostri destini in casa nostra.

Il nostro ironico ringraziamento vada alla Giunta regionale lombarda ed a chi, eventualmente, le fa da spalla.


I DUE PARADOSSI

Gallarate, 13 luglio 2010

IL PARADOSSO DELLA TERZA PISTA

Il Consiglio regionale è stato convocato a Malpensa con o.d.g. il Piano industriale di SEA. Siccome il punto focale è la terza pista e, secondo Bonomi, “non c’è un momento da perdere” evidenziamo quello che, della terza pista, è il paradosso.

  • Quando il traffico di un aeroporto è in aumento può rendersi necessario aggiungere una pista, quando il traffico cala bruscamente (ed è il caso di Malpensa), normalmente non ci pensa nessuno.
  • Alcuni dati: Malpensa gestisce, oggi, con 2 piste, 17 milioni di passeggeri/anno ed è noto che, purtroppo, può arrivare con questa configurazione a ca. 30 milioni di passeggeri ma, francamente, dove li potrà trovare 30 milioni di passeggeri, anche fra 5, 10 anni o più? Il “traffico che aumenta” (ancora Bonomi) è il futuro dietro l’angolo (Expo???), è un sogno o è solo propaganda?
  • Quindi per l’operatività di Malpensa la terza pista non serve: ma allora a cosa serve?

IL PARADOSSO DELLA REGIONE LOMBARDIA

  • La Regione Lombardia, con D.G.R. N°8/5290 del 03/08/2007, ha classificato i Comuni intorno a malpensa in zona di risanamento in cui devono essere ridotte le fonti emissive.
  • L'elevato rapporto di emissioni prodotte da Malpensa (dati rilevati e pubblicati da ARPA Lombardia) rispetto alle altre attività presenti sul territorio, indica come unica compensazione possibile la riduzione delle attività aeroportuali.
  • Quindi il supporto che Regione Lombardia dà ai piani di crescita dell’aeroporto di Malpensa è sorprendentemente in contrasto con:

Ø il sopracitato D.G.R. N° 8/5290 del 03/08/2007,

Ø il collocamento dei Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa in “zona di risanamento”, e

costituisce una PARADOSSALE AMBIGUITA’.

Alla qualità e quantità delle emissioni inquinanti di Malpensa (dati di ARPA Lombardia, causa Quintavalle e relativa sentenza), si correla un rischio reale per la salute umana, rischio ben noto in Medicina che capiremo quando (troppo tardi) avremo i dati dalle ASL della zona.

CONCLUSIONE

  • Ci auguriamo che la squallida offerta di 1 € per passeggero e l’abbaglio di 300.000 posti di lavoro non stimolino l’appetito di Sindaci e Sindacati, visto che stiamo ancora aspettando i 100.000 posti a cui qualcuno aveva creduto 20 anni fa.
  • Il vero valore aggiunto per il Territorio non è Malpensa e la cementificazione dei suoli ma è il parco del Ticino, “Riserva della Biosfera dell’UNESCO e Patrimonio dell’Umanità”,.

MALPENSA: DOPO IL CONVEGNO DI LONATE

Lonate Pozzolo, 10 marzo 2010

A poca distanza dal Convegno organizzato dal C.U.V. a Somma Lombardo, ove le tesi degli Ambientalisti erano state condensate in un unico seppure molto efficace intervento riassuntivo, sabato 6 marzo a Lonate Pozzolo le illustrazioni sono state ben più ampie. Il Convegno, organizzato questa volta dalle Associazioni e Comitati ambientalisti e con il patrocinio del Comune di Lonate, con lo scopo di presentare gli effetti indotti dall’aeroporto e lasciare poi spazio per interventi del pubblico e degli ospiti ha raggiunto i propri obiettivi. Il moderatore Stefano D’Adamo di “varesenews” ha aperto i lavori dando la parola al Sindaco del Comune di Lonate, Piergiulio Gelosa, che ha valutato Malpensa dal punto di vista di un Comune che ne subisce l’impatto sul proprio territorio in conseguenza di piani e programmi stabiliti altrove da cui deriva disagio ed un rapporto costi/benefici nettamente sfavorevole. Madì Reggio ha poi presentato una sintesi degli interventi del Convegno del 28 novembre, riannodando il filo conduttore dei due eventi, e lasciando poi il microfono ai relatori di Legambiente, UNI.CO.MAL. Lombardia, Amici della Natura, Excalibur, A.C.L.I e WWF Italia.

Sono stati illustrati i mancati adempimenti della Legge regionale N. 10/99, Piano d’Area di Malpensa che, guarda caso, riguardano soprattutto l’ambiente. Altro tema l’inquinamento atmosferico: gli inquinanti, monitorati da ARPA, superano abitualmente i limiti stabiliti per la protezione della salute umana. La tesi di A.R.P.A. secondo cui “…non sembra quindi emergere…una criticità particolare…” è stata contestata. E’ paradossale che la regione Lombardia continui a sostenere lo sviluppo di Malpensa che è, nell’area, la maggiore fonte inquinante. Preoccupante la relazione che ha documentato, con foto scattate sul territorio, la mutagenicità di vari vegetali, chiara conseguenza dell’inquinamento atmosferico. Quali gli effetti sull’uomo? Il grande inganno di Malpensa, le aspettative che sono state create e la realtà, rivelatasi ben diversa: dal lavoro in maggior parte precario e in condizioni oltre il limite della dignità umana, agli effetti economici, positivi solo per i bilanci di S.E.A. La presenza di Malpensa non ha creato nei Comuni del CUV una situazione socioeconomica migliore del resto della provincia. La scarsa qualità del lavoro, legato essenzialmente all'indotto, non dà supporto alle realtà produttive preesistenti, anzi le danneggia. E poi la difesa della brughiera di via Gaggio, un delicato sistema naturale che i piani di S.E.A. (terza pista e polo logistico) spazzerebbero via. E ancora la non necessità della terza pista che produrrebbe solo danno, la totale assenza di un piano nazionale dei trasporti e l’evidenza che, mentre a Malpensa il traffico cala, negli altri aeroporti aumenta, confermando l’errore strategico del sistema “malpensocentrico”.

Le nostre conclusioni sono che, in cambio di effetti economici e trasportistici scarsi o nulli, il territorio stia pagando un prezzo altissimo in termini di inquinamenti elevati e disagio sociale, nell’indifferenza degli Enti istituzionali che, oltre a non considerare il problema, spingono apertamente ulteriori crescite aeroportuali che peggioreranno il già drammatico quadro. Considerando che il Sindaco Gelosa ha parlato una lingua molto simile alla nostra, riteniamo di aspettarci anche iniziative che confermino, con azioni conseguenti, i ragionamenti esposti che gli hanno valso il caloroso applauso che gli abbiamo tributato.

Riteniamo inoltre che, sulla scia della causa Quintavalle-S.E.A. e della relativa sentenza di condanna, emessa dal tribunale di Milano per una accertata situazione di inquinamento a carico del “substrato arboreo”, si debbano aprire altre cause che, partendo dai livelli di inquinamento noti, superiori alle soglie di protezione della salute umana, riscontrino l’incidenza delle patologie ad essi correlate e ne traggano le dovute conseguenze.

Quanto agli Enti che, rilevate pesanti criticità ambientali direttamente attribuibili a Malpensa, si limitano a pubblicarle senza risalto, evitando di disturbare il livello politico-amministrativo, riteniamo che abbiano anch’essi un prezzo da pagare.

E riteniamo parimenti che il livello politico-amministrativo si trovi nella stessa deprecabile condizione.

Riteniamo invece possibile, in chiave ambientale, un rilancio economicamente più redditizio di Malpensa e del suo comparto, nell’ottica della vera crescita sostenibile.


Gli organizzatori del Convegno “6 marzo 2010-MALPENSA2000PROBLEMI”:

Legambiente, UNI.CO.MAL. Lombardia, Amici della Natura, Excalibur, A.C.L.I e WWF Italia

SETTE DOMANDE AI CANDIDATI ALLE ELEZIONI REGIONALI

Gallarate, 25 marzo 2010

A pochi giorni dal voto per il rinnovo del Consiglio regionale UNI.CO.MAL. Lombardia rivolge sette domande ai candidati alla presidenza della Regione Lombardia ed ai candidati consiglieri.

Troppo spesso Malpensa è stato un cavallo di battaglia elettorale caricato di promesse: promesse di sviluppo, di crescita economica e di posti di lavoro dentro e fuori l’aeroporto.

Promesse poi smentite dalla realtà, una cruda realtà culminata con il dehubbing operato da Alitalia che, delle strategie sbagliate di Malpensa, è stata la vittima più illustre a cui, purtroppo, hanno fatto corona lavoratori in gran numero. Migliaia di dipendenti di Alitalia e di Volare e, naturalmente, di Malpensa.

E, dopo il regalo alla “cordata” secondo la politica degli utili al privato e dei debiti al pubblico, ci furono quelli che “andarono a Roma” per salvare Malpensa: abbiamo visto con quali risultati.

Le elezioni politiche 2008 si sono infatti giocate con questa ennesima burla: ridare un senso ad un impianto che un senso non aveva ed aveva però prodotto danno economico e disagio sociale.

Veniamo a queste elezioni regionali con alcune delle 2.000 domande che vorremmo porre ai candidati.

Signori candidati:

1) Avete notato come Malpensa, dopo il dehubbing ed ancora adesso, gestisca un traffico paragonabile a quello di Linate al 1998 e, tolti i voli low cost, nettamente inferiore? Dov’è finito tutto il traffico, il “traffico pregiato, il 5° aeroporto d’Europa davanti a Fiumicino”? In realtà Malpensa, nel 2007 con ca. 24 milioni di passeggeri, era invece 12°, con Fiumicino 8°. Nel 2009 Malpensa, con 17.551.635 passeggeri è 23°: abbiamo scherzato?

2) Siete informati, visto che vi candidate ad amministrare la regione, sull’inquinamento atmosferico prodotto da Malpensa nell’area circostante (88 comuni, 500.000 abitanti)? Ne abbiamo discusso a fondo in un Convegno pubblico a Lonate Pozzolo lo scorso 6 marzo: la situazione, documentata dai rilievi di A.R.P.A. Lombardia, è da allarme rosso. Se non vengono ridotte le emissioni avremo presto un’emergenza sanitaria di dimensioni bibliche. Che fare?

3) Vi è noto che la Giunta regionale uscente sostiene l’ampliamento di Malpensa, e quindi sponsorizza anche i corrispondenti aumenti di emissioni inquinanti letali per la salute umana, anche se la propria L.R. N° 24 dell’11/12/2006 e il D.G.R. del 3/08/2007, N° 8/5290, classificano i Comuni attorno all'aeroporto di Malpensa in “zona A di risanamento” perché i valori degli inquinanti monitorati superano largamente i livelli stabiliti per la protezione della salute umana?

4) Vi siete mai chiesti perché non venga fatta un’indagine origine/destinazione dei passeggeri di Malpensa per capire la natura di questo traffico e capire a chi stiamo erogando un servizio: se al territorio in cui sta l’aeroporto o ad utenti di terre lontane che devono usare Malpensa perché troppi voli sono concentrati qui? In altre parole: ci serve questo aeroporto o ci fa solo danno?

5) La superstrada Malpensa-Boffalora ha devastato il territorio da Somma Lombardo al magentino, ha la capacità di 200.000 veicoli/giorno ed il traffico reale è di 10.000 veicoli/g (diecimila): era proprio necessaria?

6) Vi siete mai chiesti perché non sia stato rispettato il ruolo previsto per Malpensa nel P.R.G.A. e quanti guai si sarebbero evitati rispettandolo?

7) E’ il caso di capire ed ammettere gli errori compiuti per evitarne altri in futuro o conviene continuare con la redditizia politica degli appalti “unico motore dell’economia”?


I FRUTTI DELLA MALAPOLITICA LOMBARDA

Gallarate, 7 febbraio 2009

Si può ormai affermare che Milano, secondo un proverbio che è proprio nato qui, abbia fatto il fatidico “passo più lungo della gamba”, perché tutti i sogni di gloria stanno ingloriosamente franando.

L’EXPO, trionfalmente ottenuto, è già una palla al piede: tifavamo Smirne e c’era chi ci guardava incredulo, ma il vero trionfo sarebbe stato perdere la gara. La sanità lombarda, su cui si è speso senza risparmio l’aggettivo “eccellenza”, perde i colpi, anzi i cateteri, e stiamo parlando di una tragedia.

I titolari dell’Ambiente ricoprono il ruolo dell’assenza. Il Ministro: non pervenuto. L’Assessore regionale: da illustre sconosciuto è ora in prima pagina per un paio di villette. Ci sono forse problemi ambientali? L’ASL dice che, a Milano, “non meno di 300/400 eventi di morte sono attribuibili ogni anno all’inquinamento atmosferico” ma Formigoni chiede all’U.E. di alzare le soglie (400 morti sono pochi?), però Eluana deve vivere.

E, per favore, non diamo la colpa al caso o alla malasorte. E', piuttosto, mala-politica, come vediamo a Mal-pensa, un guaio ormai decennale che ha dato il più recente colpo di coda a firma del Presidente della Nuova Alitalia Roberto Colaninno. “Malpensa? Non vado mai: da Verona volo a Francoforte”, ha detto il Presidente di CAI, ed i nordisti sono insorti scandalizzati.

Noi commentiamo che Colaninno rappresenta il mercato ed ha semplicemente dimostrato che il sistema “malpensocentrico” è contro il mercato. Se non ci fossero i voli low cost che attirano gli utenti da distanze siderali con tariffe stracciate il traffico a Malpensa sarebbe ormai in linea con il P.R.G.A., non più di 300 voli al giorno.

E’ stata costruita la superstrada Malpensa-Boffalora per collegare l’aeroporto alla A4 Milano-Torino ed è vuota, il traffico non c’è. A fronte di un danno ambientale enorme, il beneficio sociale è nullo.

Da Malpensa a Linate, con la legge del contrappasso. Chi oggi difende eroicamente il city airport dagli attacchi di C.A.I.-Alitalia (ancora Colaninno...), fino a ieri non batteva ciglio quando il decreto Bersani riduceva la capacità operativa di Linate da 30 a 10 movimenti/ora bruciando con poche righe la gallina dalle uova d’oro da 16 milioni di passeggeri all’anno, vero gioiello di S.E.A. La “grande” Malpensa ha superato tale traffico solo per pochi anni e solo grazie alla smobilitazione di Linate.

Li abbiamo visti soddisfatti quando fu chiusa la dogana a Linate per ostacolare chi, partendo da questo aeroporto, poteva “fare hub” a Parigi, Londra o altrove. Personaggi con due facce: da un lato chiedono misure protezionistiche, dall’altro il mercato.

Chi oggi difende Linate era favorevole, solo due anni fa, alla mozione del Consiglio regionale che chiedeva tasse aeroportuali più alte a Linate per indurre le Compagnie a trasferire voli a Malpensa.

Il mal-governo ha gonfiato la bolla della abnorme concentrazione di voli e di occupati a Mal-pensa, e la bolla è scoppiata facendo pagare ai più deboli, i lavoratori, gli errori di politici ed amministratori.

Sono i frutti della rapacità ed improvvisazione dei politici di grande visibilità e di bassa qualità. Ma questi non si fermano, ripartono con le stesse strategie.

E’ infatti noto che SEA e Regione Lombardia sono i committenti dello studio per la realizzazione della terza pista di Malpensa. Però la Regione non risponde ai documenti firmati dai Sindaci che chiedono esplicitamente la V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) sugli sviluppi in cantiere, in progetto e previsti. L’ultima richiesta firmata dai 9 Sindaci del C.U.V. è del 23/09/08: nessuna risposta.

Nei giorni scorsi è stato detto che Alitalia chiude il cargo a Malpensa, ma tutti hanno capito “la chiusura di Cargo City”: ecco come si crea l’allarmismo. In realtà lo stop riguarda ca. 4 voli cargo di Alitalia mentre le altre Compagnie rimangono.

Malpensa, definita grande opportunità occupazionale, ha invece creato disoccupati: sono le vittime che pagano, purtroppo, le forzature contro il mercato del “Partito (degli affari) di Malpensa”, forzature che, inevitabilmente, il mercato ha dovuto correggere con i piani industriali di Alitalia, prima, e di Alitalia-CAI, dopo.

Le infrastrutture, ci insegnano gli esperti, scambiano danno ambientale con beneficio sociale, peccato che Malpensa, da dieci anni, produca danno ambientale e maleficio sociale.

La dimostrazione? E’ nelle cronache di tutti i giorni, dove i politici cavalcano ormai il “problema Malpensa” (definitivamente solo problema, nessuno usa più definirlo “opportunità”) da una campagna elettorale all’altra intrecciandolo con falsità e promesse. E, siccome il 7 giugno prossimo le urne saranno ancora aperte, prepariamoci, altri danni sono in arrivo.


mercoledì 1 giugno 2011

ANCHE LUFTHANSA LASCIA MALPENSA

Sedotti e abbandonati. I difensori di Malpensa ad ogni costo se la devono vedere oggi con l’incredibile addio di Lufthansa annunciato nei giorni scorsi. Una decisione che ha lasciato sotto choc la politica locale ed è arrivata a urtare le narici al Comune di Milano, primo azionista del gestore aeroportuale Sea dal quale riceve generosi dividenti. Ora che il vettore della rinascita ha mollato l’aeroporto, il destino di Malpensa sembra compromesso come non mai. Il partito del salvataggio è rimasto senza compagnia. Gli effetti della decisione della compagnia tedesca sono ancora incalcolabili ma – forse per l’imminente voto amministrativo – per ora un silenzio sospetto è calato sulla notizia.

Non fa una piega la SEA che persevera, se non negli alleati commerciali strategici, almeno nella politica dei numeri fantasiosi che ha sempre contraddistinto la gestione di questo aeroporto. Nel “Rapporto di sostenibilità 2010” redatto da SEA il numero di passeggeri Lufthansa era quantificato in 2.148.674 per l’anno 2010. Sui giornali di ieri SEA invece minimizza l’abbandono asserendo che Lufthansa Italia nel 2010 ha gestito solamente 1,2 milioni di passeggeri, volume che sarà facilmente assorbito da altri. Su un totale di 18,7 milioni di passeggeri nel 2010, perderne con l’addio di Lufthansa 1,2 milioni piuttosto che 2,1 milioni a noi sembra faccia una differenza! Ma i numeri si possono leggere anche al contrario, dipende dall’opportunità.

Anche sulle percentuali del traffico del 2011 i numeri sembrano rotolare: SEA afferma che nei primi 4 mesi del 2011 Malpensa è cresciuta del 9% in termini di passeggeri. ASSAREOPORTI, l’ente nazionale che fornisce i dati di tutti gli aeroporti italiani, per il periodo gennaio-marzo 2011 certifica per Malpensa un aumento del 4,8% di passeggeri, ben meno della media nazionale del periodo che indica un aumento del 7%.

Da anni confrontiamo le esternazioni di SEA con i dati certificati a livello nazionale e ci scontriamo con evidenti contraddizioni e manipolazioni secondo le congiunture.

Svanita la speranza di un mal detto “hub-Lufthansa” a Milano, SEA afferma di voler proseguire sia nel suo progetto innovativo di “hub virtuale” sia nelle sue strategie d’investimento: investimenti per 1,4 miliardi di euro per ampliare l’aeroporto e costruire la terza pista per diventare Il Più Grande Aeroporto. Per il progetto della terza pista al 20 di maggio si è aperta la procedura di VIA Valutazione di Impatto Ambientale. Tutti possono presentare Osservazioni entro 60 giorni, Comuni, Provincie, Regioni, Associazioni, Partiti, cittadini singolarmente. I numeri sono tanti e grandi, ma tanti ne abbiamo anche noi che parlano di inquinamento, di salute minacciata, di investimenti inutili.

Se il valore dell’ambiente e della salute dei cittadini e il loro costo sociale non sono argomenti ascoltati, forse il disinteresse della seconda più grande compagnia europea, la Lufthansa, per l’aeroporto varesino dovrebbe parlare una lingua comprensibile anche agli interessi politici.

26 maggio 2011

COVEST ONLUS

martedì 6 ottobre 2009

RIUNIONE DELLA COMMISSIONE AEROPORTUALE DI MALPENSA

Si riunisce oggi, 6 ottobre, la Commissione aeroportuale di Malpensa, costituita dai Comuni di "sedime", dai Comuni che subiscono elevati livelli di rumore degli aerei, dalle relative Province e Regioni, dalle ARPA, dalla Direzione aeroportuale e da altri soggetti. Obiettivo: non concludere nulla. Sì, perchè un obiettivo, per legge, esiste ed è quello di definire, "entro 90 gg dall'insediamento della Commissione", le rotte e le procedure per la minimizzazione del rumore. Minimizzazione è un eufemismo perchè il rumore degli aerei è un fenomeno acustico di demensione terrificante ma, proprio per questo, definire le rotte meno penalizzanti per i residenti è una questione urgente. Ma, siccome l'insediamento risale ad oltre 7 (sette) anni fa, ecco che i 90 gg sono trascorsi ormai quasi 30 volte. Ma cosa si fa dunque in questa Commissione? Si litiga, ovvio, perchè, per ridurre il rumore aereo su un Comune, si devono spostare le rotte su un altro, il quale non ci sta e si può continuare questo gioco all'infinito. Ed è proprio un gioco anzi, una strategia , perchè, distribuite del rotte, si deve aprire la cassa per distribuire ai Comuni i soldi raccolti con la tassa sul rumore... ed allora concludere i lavori a qualcuno non conviene. Ma i Comuni rappresentati in Commissione non comprendevano, inizialmente, tutti quelli che subiscono sorvoli ed elevato inquinamento acustico e così la Commissione è stata integrata con i Comuni di Castelletto sopra Ticino, Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino ed Oleggio (che avevano bussato per anni ai vari Ministeri), oltre alla Provincia di Novara ed alla Regione Piemonte. E cìè anche qualche altro Comune lombardo che, secondo noi, dovrebbe entrare in Commissione... Tali inserimenti hanno provocato nuove tensioni e discussioni all'interno della Commissione, altro tempo è trascorso invano ed ecco la convocazione diramata da ENAC per la riunione odierna in cui i rappresentanti piemontesi vengono retrocessi a semplici "osservatori" senza diritto di voto. Quindi ENAC, con una cortese formula di invito, esautora i Sindaci ed i rappresentannti della Provincia di Novara e della Regione Piemonte e l'esclusione dei rappresentanti piemontesi avviene contraddicendo il parere di due Ministeri. Si tratta sempre del solito gioco al rinvio? Questo è molto probabile perchè, ovviamente i piemontesi non staranno zitti, le discussioni saranno accese e la conclusione dei lavori sempre più lontana. L'aspetto più grottesco è costituito dal fatto che i Sindaci sono, nello stesso tempo, artefici e vittime del gioco al rinvio. C'è da chiedersi se se ne rendano conto...



Gallarate, 6 ottobre 2009

UNI.CO.MAL. Lombardia