mercoledì 12 settembre 2007

COVEST ONLUS - COMUNICATO STAMPA

Varallo Pombia, 3 settembre 2007
IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE ALITALIA TOGLIE A MALPENSA IL RUOLO DI HUB
I nodi vengono al pettine!
Il nostro comitato, che rappresenta la popolazione piemontese che abita i territori adiacenti all’aeroporto di Malpensa, sotto le rotte di decollo e di sorvolo degli aerei, coglie positivamente la scelta delineata dal piano Alitalia di spezzare il perverso connubio tra politica e finanza, che ha visto nell’ultimo decennio la crescita forzata dell’aeroporto di Malpensa come secondo hub, mandando in malora la compagnia di bandiera. Proprio per permettere l’espansione dell’aeroporto di Malpensa, Alitalia è stata gestita con enormi perdite finanziarie: un indebitamento di 1 miliardo e 50 milioni di euro, che, se nulla cambia, continuerebbe a crescere di 1,5 milioni di euro al giorno. Un teorema perverso che ha legato le perdite di Alitalia alla crescita di Malpensa!
Condividiamo ovviamente le preoccupazioni dei lavoratori che inevitabilmente perderanno il loro posto di lavoro, ma il piano di sopravvivenza di Alitalia conferma che Malpensa è nata e cresciuta, come da noi sempre denunciato, in contrasto con l’interesse nazionale, ai danni della compagnia di bandiera, quindi di noi contribuenti e dei lavoratori, in dispregio delle normative, con conseguenti danni causati alle popolazioni e ai territori.
Dallo stop e dal grande dibattito che ne scaturirà speriamo possano emergere aspetti positivi.
La compagnia di bandiera dovrà trovare le strategie di mercato che sole, dovrebbero ispirarne le scelte e i contribuenti dovranno pretendere che non si buttino via i loro soldi per il mantenimento scellerato dell’aeroporto come hub.
Il Nord Italia potrà avviare lo studio di un sistema aeroportuale del Nord che, con la sinergia dei suoi tanti aeroporti localizzati ogni quasi 50 km, possa soddisfare le esigenze del trasporto aereo e del mercato senza concentrarne l’impatto ambientale su un grande hub.
L’espansione e la crescita del trasporto aereo richiedono per gli aeroporti una verifica di compatibilità secondo norme che oggi a Malpensa sono state calpestate: già oggi Malpensa opera nell’illegittimità avendo superato i 21.300.000 passeggeri l’anno, limite stabilito dal Decreto D’Alema e riconfermato dall’ex Ministro Matteoli, oltre al quale si rende obbligatoria secondo le norme europee la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale). La VAS (Valutazione Ambientale Strategica) non è stata ancora fatta su questo grande aeroporto a differenza di molti altri areoporti italiani di dimensioni minori, ultimo in ordine di tempo l’aeroporto Gabriele d’Annunzio di Montichiari. Il limite di passeggeri è stato di gran lunga superato, infatti per il 2007 si prevede un traffico di oltre 24.000.000 di passeggeri. Ci attiveremo con il supporto delle nostre istituzioni a riaprire il discorso con la UE, la cui messa in mora verso il Governo italiano per mancata VIA era stata sospesa con quel preciso limite di passeggeri annui!
Nell’attuale situazione non c’è da abbassare la guardia nella nostra campagna di tutela del territorio, perché le ipotesi che si prefigurano nell’attuazione del piano di sopravvivenza dell’Alitalia fanno intravedere risvolti certamente non poco preoccupanti, dallo spostamento di voli da Linate a Malpensa, all’arrivo di nuovi operatori, all’apertura di nuove rotte, all’aumento dei voli low-cost e cargo.
Noi che abitiamo i paesi dell’Ovest Ticino e ci vediamo e sentiamo volare sulla testa oltre 200 aerei al giorno non abbasseremo la guardia. Continueremo a denunciare l’assoluta mancanza di regole sul traffico aereo, il caos delle rotte di decollo percorse dagli aerei, i sorvoli del territorio a quote basse, il non rispetto delle norme ambientali e comunitarie, i rischi sanitari, l’inquinamento ambientale.
Ben ha fatto il nostro Assessore regionale all’Ambiente Nicola De Ruggiero, a commentare i tagli di voli a Malpensa a favore di Fiumicino auspicando che “questa diventi un’occasione per rivedere l’organizzazione complessiva dei decolli che penalizzano in particolare il versante piemontese dello scalo lombardo e ricordare che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha accertato problemi di patologie e ipertensione nelle popolazioni adiacenti gli aeroporti”, e ricordando che “ci sono migliaia di piemontesi che subiscono un peggioramento della qualità della vita e disturbi di pressione causati dai tantissimi decolli e sorvoli a seguito di virate degli apparecchi sulla nostra Regione”.
Ci auguriamo che questa dichiarazione non resti una voce isolata, ma trovi supporto attivo da parte delle Istituzioni in Piemonte.
Chiediamo al Presidente della Provincia Sergio Vedovato il suo impegno perché nel da lui auspicato miglioramento complessivo dell’organizzazione del trasporto aereo conseguente all’annuncio del ridimensionamento di Malpensa, venga data priorità all’interesse della salute e della qualità della vita dei cittadini oltre che dell’ambiente, come già espresso dalla Delibera provinciale n. 2/2007, che in queste settimane è sottoposta all’adesione da parte dei Consigli comunali dei 24 Comuni dell’Ovest Ticino.
Sollecitiamo la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ad essere nuovamente parte attiva su questa questione, anche in funzione del futuro dell’aeroporto di Caselle.
Ultima nota, ma non di poco conto: dopo l’annuncio del Piano di ridimensionamento da parte di Alitalia, in questi giorni c’è in atto uno “sciopero bianco” da parte di piloti e personale navigante. I piloti hanno dichiarato di stare semplicemente “applicando senza eccezione alcuna i regolamenti e le norme di sicurezza”. Questo provoca un taglio di circa 40/50 decolli al giorno. La domanda che ci allarma è questa: è bastato applicare regolamenti e norme di sicurezza per diminuire i decolli? Se ne deve dedurre che i requisiti di sicurezza stabiliti abitualmente non vengono applicati? Il capitolo “sicurezza dell’aeroporto di Malpensa” è ancora tutto da scrivere.
Il futuro di Alitalia e di Malpensa sono incerti. Certi sono i grandi disagi ambientali e sanitari con i quali quotidianamente dobbiamo fare i conti. Ci aspettiamo che tutti i portatori di responsabilità politiche e amministrative, che hanno responsabilità sanitarie e ambientali la smettano di parlare solo di business, di campanilismi regionali o nazionali, di attacco al Nord, di piani suicidi e di penalizzazioni per l’industria, di interessi particolari sbandierati per generali, di decisione disgraziata, sbagliata o sciocca, ma che vogliano guardare al futuro sistema dei trasporti interpretando tutti gli interessi, non solo quelli del business e del mercato, ma anche e in modo prioritario quelli della qualità della vita delle popolazioni e dell’ambiente del territorio in cui sono stati eletti.
Per tutto ciò l’attenzione dei cittadini deve essere sempre alta e il Covest continuerà a vigilare!
Per la segreteria COVEST ONLUS
Elena Strohmenger
Presidente del C.OVES.T

1 commento:

Anonimo ha detto...

giovedì 3 aprile 2008
Su Malpensa e sul “sistema paese”


Il caso Malpensa è l’esempio chiarissimo su come funzioni il concetto di “sviluppo economico” e “sistema paese” in italia.
Lo scalo lombardo è stato deliberatamente sabotato da Roma capitale fin dalla sua attivazione.
Ricorderete le continue notizie, per lo più ingigantite, sugli incidenti e furti ai bagagli per scoraggiare i viaggiatori. Come se a Fiumicino queste cose non avvenissero. Negati i finanziamenti per i collegamenti stradali e ferroviari veloci con il Piemonte e perfino con Milano.

Se Malpensa avesse ricevuto UN MILLESIMO delle risorse destinate dallo stato per le finte grandi opere del Sud come nella piana di Gioia Tauro, stabilimenti Fiat vari, leggi per Roma Capitale, cassa per il Mezzogiorno, Giubileo e via elencando, sarebbe divenuto il più efficiente aeroporto d’Europa a livello degli scali giapponesi. Per non dimenticare il colossale costo della cosiddetta “lotta alla mafia”, una messa in scena criminosa per celare che a 150 dall’unità “nazionale” il Mezzogiorno non è stato ancora integrato.

Usuale la tattica.
Prima il tricolore ha sabotato ogni opera pubblica a cominciare dalla TAV per collegare Malpensa con il resto della Padania, ostacolando in ogni modo il Corridoio 5. Poi ha fatto enunciare dai suoi STRISCIANTI CAMERIERI come Beppe Grillo che lo scalo è una “cattedrale nel deserto” poiché privo di infrastrutture di collegamento.
L’Alitalia è l’unica compagnia aerea che perde sull’hub lombardo, quindi il problema è la compagnia di bandiera-zombie dello stato-zombie, non l’aeroporto della brughiera.

La verità è singolarmente banale; Roma Capitale non ha voluto che la Padania avesse il suo aeroporto per timore forse che ciò portasse a una qualche forma di secessione.
Ah, SECESSIONE, il vocabolo più temuto lungo le sponde del Tevere. Lo stesso motivo per cui l’Urbe supporta e incoraggia le opposizioni “locali” ad ogni velocizzazione del trasporto passeggeri e merci dalla Padania verso l’Europa.
La questione degli slot è paradossalmente indicativa su cosa si intenda per “liberalizzazioni” in questo paese.
Nello stato in cui non si riescono a espellere neanche i clandestini riottosi si vorrebbe OBBLIGARE, bloccando gli slot a Malpensa, i cittadini del Settentrione ad andare a Roma usando le peggiori ferrovie e le più care autostrade d’Europa. A dispetto di ogni logica di mercato, regolamento europeo, uso del buon senso sulla gestione delle rotte aeree; a dispetto del fatto che Il 70% di tutto il traffico aereo passeggeri ed una percentuale perfino maggiore del traffico merci sia richiesta nel Settentrione. L’unico stato al mondo che vuole ubicare l’hub lontano dalle zone a maggiore richiesta di trasporto via cielo.

L’ Alitalia è la compagnia di bandiera comunale di Roma, preferisce spostare i passeggeri piuttosto che i dipendenti che sono per l’80% ROMANI e probabilmente per il 95% entrati in compagnia dietro raccomandazione come costume diffuso nella “capitale”.
La casta vorrebbe costringere merci e passeggeri ad andare a Fiumicino, nell’aeroporto che qualche anno fa fu giudicato il peggiore d’Europa dopo Atene. Addirittura limitando PER LEGGE non PER MERCATO i voli internazionali dagli aeroporti minori. La nuova legge sul trasporto aereo promossa dal governo Prodi è stata definita testualmente “ridicola” da un portavoce di Ryanair.

Roma capitale vaneggia di “statalismo” e “assistenzialismo” per Malpensa. Non considerati invece “assistenzialismo” i MILIARDI DI EURO REGALATI all’acquedotto pugliese, per il salvataggio del Banco di Napoli e Banca 121, Sicilcassa, e MOLTISSIMI altri casi. E che dire dei 250 milioni di euro recentemente erogati, A FONDO PERDUTO, dall’esecutivo unionista per il SOLO stabilimento Fiat di Termini Imerese in Siclia. Dopo che l’azienda “torinese” aveva stabilito di chiuderlo assieme ad Arese.
A chiudere è stato solo Milano, come al solito.

Prendersela solo con Roma è troppo comodo, tuttavia.
La decadenza di Malpensa è anche colpa dell’ottusa mentalità lombarda che antepone le autostrade alle ferrovie, gli interessi privati ai servizi pubblici.
Quello che i leghisti, in particolare, non capiscono è che in tutto il mondo chi deve prendere l’aereo PREFERISCE raggiungere l’aeroporto sui MEZZI PUBBLICI a non dovere scomodare amici e parenti per farsi dare uno “strappo”. Oppure lasciare l’automobile abbandonata nei parcheggi aeroportuali a rischio intemperie, danneggiamento o furto anche nelle strutture a pagamento, teoricamente sorvegliate.

Malpensa doveva e dovrebbe esere ben collegata SOLO dalle ferrovie e metropolitane. Il Malpensa Express dovrebbe partire anche da Torino, Genova, Bologna, Verona su binari TAV. Sicchè la gente non vuole partire da case 12 ore prima per andare a prendere un volo, scontate le attese tecniche del checkin e altro.
E con BIGLIETTI RIDOTTI. Come succede per le vergognose “promozioni” che i fanatici di Trenitalia smerciano per andare a Roma a o nel Meridione o sulla TAV Roma-Napoli.
Ci vuole così tanto a capirlo?
Evidentemente sì.

Il sistema aeroportuale lombardo sconta la stupidità dei polentoni che per anni non hanno capito che fino dall’inizio il progetto di Roma capitale era QUELLO DI FARE FALLIRE l’hub.
Adesso è troppo tardi. E’ troppo tardi per tutto.
Per Malpensa e per l’Alitalia. In verità per tutta l’italia terminale destinata ad divenire una penisola desolata, un simulacro di stato sviluppato, all’oblio della storia con la esse maiuscola.
L’approdo finale del “sistema paese” discende dal cielo verso l'inferno del terzo mondo.

F. Maurizio Blondet